Tu che sei nato dopo nove mesi nel mio ventre, nutrendoti di ciò che mi nutrivo io, rallegrandomi le giornate con i tuoi singhiozzi e calcetti e tenendomi compagnia nelle giornate più grigie, sei mio figlio.
Tu, che ti ho visto per la prima volta in un "ufficio" un po' freddo e glaciale, per cui ho dovuto passare colloqui, aspettare anni, compilare una miriade di documenti, sei mio figlio.




