Chi sono? Domanda più semplice
non esiste: Elisa.
Dove vivo? In questo mondo tanto
colorato quanto grigio, tanto profumato quanto marcio e puzzolente. La mia casa
è questa. Non importa in che paese viva e che lingua parli, appartengo a questo
mondo, come voi. Amo muovermi, un po’ per piacere un po’ di più per necessità,
ma rimanendo sempre sotto questo cielo luminoso, stellato, romantico e un po’
malinconico. Però, per dovere della cronaca, da qualche mese, mi trovo in
Finlandia. È il risultato di dieci anni in movimento partendo da Santiago de
Compostela, arrivando a Madrid, passando per Barcellona, tornando a Madrid,
trasferendomi in Belgio per poi stare tre anni a Londra, per poi tornare
quattro anni in Belgio e infine trovare un po’ di pace qui, nel nord più
estremo.
Con chi vivo? I miei compagni di
viaggio sono un’allegra combricola di tre monelli con l’unico intento di farmi
arrabbiare e rendere felice allo stesso tempo. Il primo, quello che conosco da
più tempo, è un omone dagli occhi neri che non mi lascia la mano da ormai dieci
anni e nel 2014 ha anche avuto il coraggio di sposarmi. Pazzo? No. Molto
Innamorato! Poi, c’è la mia piccola principessa che ha fatto capolino nelle
nostre vite a inizio 2015 rendendomi non solo mamma per la prima volta, ma la
donna più appagata e felice che esista. Mi ha insegnato cosa vuol dire lottare
senza arrendersi mai, che le differenze non esistono e che un sorriso può
sconfiggere tanti pregiudizi e dolori. Le nostre conversazioni infinite mi
regalano risate e spunti di riflessioni ma soprattutto è solo grazie a lei che
ho scritto QUARANTUNO PIÙ SEI, dato che è stata la fonte di ispirazione
principale ed è un regalo che ho fatto a lei. E infine, ultimo nella lista ma
non nel mio cuore, c’è il mio piccolo batuffolo d’amore che ci accompagna da un
anno e mezzo tra cadute, naso colante, lividi in testa, pianti, notti in bianco
ma tanto tanto buon umore perché sorrisi e allegria come la sua, non ne
esistono più. Lui è vita, positività, gioia, pernacchie, corse, abbracci e
bacioni pieni di tenerezza e coccola.
Cosa faccio? Provo a fare quello
che più mi piace: scrivere e condividere con chi ne ha voglia, pensieri, idee,
esperienze, gioie, dolori, fatiche, paure e sogni. Perché quelli non mancano
mai, indipendentemente dall’età o dalle batoste. Però, visto che ahimè di sola
condivisione non si vive, dopo anni da traduttrice e insegnante, tornerò a
indossare le ali, proprio quelle ali che pensavo di aver appeso al chiodo per
sempre.
Come mi vedo tra 20 anni? Stesso
sorriso, stessa voglia di crescere e raggiungere grandi obiettivi, qualche
libro scritto in più e qualcun’altro ancora da scrivere, dei compagni di
viaggio da un lato un po’ più vecchi (ogni riferimento è puramente casuale) e
dall’altro un po’ più grandi e rumorosi, una penna e quelle ali. Che non
abbandonerò mai. Questo è sicuro.
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